René Magritte. Les Valeurs Personelles (I valori personali)

 

René Magritte. Les valeurs personelles. 1952. Olio su tela, cm 80 x 100.  San Francisco, Museum of Modern Art.

 

“La mia pittura consiste in immagini sconosciute di ciò che è noto”, ha detto Magritte.

A volte basta poco per rendere sconosciuto un oggetto familiare, lo si può ad esempio spostare dal suo contesto abituale, spogliarlo di una caratteristica che gli è connaturata (come il peso di una pietra nel caso del “Castello dei Pirenei”) o conferirgliene una che gli è estranea; o ancora più semplicemente, si può ingrandirlo o rimpicciolirlo, come il caso di questo quadro.

I valori personali sono oggetti così quotidiani che difficilmente ne notiamo l’esistenza. Qui le loro dimensioni sembrano però sottolineare la falsità di questa indifferenza, perché in realtà questi oggetti ci dominano, a tal punto che non possiamo farne a meno. In quest’opera è rappresentata una stanza, all’interno della quale troviamo oggetti che fanno parte della nostra quotidianità: un pettine, un fiammifero, un bicchiere ed un pennello da barba; verso questi oggetti, talmente tanto familiari e consueti, il nostro più comune sentimento è l’indifferenza, ma il pittore belga aumentando le loro dimensioni ha voluto ricordare il dominio che esercitano su di noi, quasi arrivando al punto di considerarle indispensabili per la nostra stessa sopravvivenza.

Questi quattro oggetti per Magritte definiscono il perfetto borghese, condizionano la sua vita e ne delimitano gli orizzonti.

Infine quest’opera risulta essere un omaggio funzionale, ossia teso a conferire normalità ad un’immagine impossibile.

Questo dipinto ci fa riflettere anche sulle nostre attuali abitudini e sul modo in cui utilizziamo i nostri “oggetti” quotidiani, come ad esempio un cellulare, un computer o una chiavetta usb; proviamo a pensare per un attimo a come sarebbe la nostra vita oggi senza questi “strumenti”, incomprensibile. Questi oggetti assumono nella nostra mente dimensioni esagerate, enormi, e spesso occludono i nostri orizzonti, le nostre personali capacità, come se non potessimo fare più nulla senza di loro.