Adolescenza



L’adolescenza è una  fase di transizione, una fase di passaggio dallo status di bambino a quello di giovane adulto, che come tale prevede continui cambiamenti, che dall’esterno vengono spesso scambiati per volubilità, instabilità e squilibrio.

L’adolescente vive una profonda rivoluzione interna ed esterna, cambia il modo di rapportarsi al corpo, ai genitori, agli adulti, ai coetanei, alla società e questi cambiamenti richiedono la presenza di un contesto familiare che, oltre a svolgere una funzione contenitiva, ha anche lo scopo di aiutare il giovane a costruire la propria identità e i propri valori. Quando questo non avviene, l’adolescente può manifestare dei disagi attraverso una serie di disturbi:

  • disturbi della condotta
  • ritiro e isolamento sociale
  • disturbi alimentari
  • alterazioni dell’umore che rischiano di sfociare in stati depressivi

 

Una delle prime trasformazioni che vive l’adolescente è quella del suo corpo; il corpo che cambia può venir vissuto come un estraneo dall’adolescente, la barba che cresce, i genitali che maturano, la voce che cambia, e tutto questo può portare il giovane a vivere situazioni di profonda incertezza. E’ abbastanza frequente infatti, che l’adolescente senta il suo corpo come inadeguato e per questo passa molto tempo allo specchio a cercare di “riconoscersi,” a trovare il modo migliore per presentare agli altri un fisico in evoluzione, non ancora adulto ma neanche più bambino.

Oltre al corpo, cambia anche il rapporto con l’altro sesso, che fino ad allora veniva spesso negato o addirittura disprezzato, ma in questo periodo si trasforma sotto la spinta delle pulsioni sessuali.

In questa fase, l’adolescente si trova quindi a dover integrare il nuovo con il vecchio, per raggiungere un’immagine di sè integrata ed accettabile, e questa non è certo una facile impresa. Per questo, si attraversano spesso momenti di tristezza, paura e incertezza, che inevitabilmente condizionano il rapporto con gli altri.

Il rapporto con i genitori riveste un ruolo di grande importanza. L’adolescente assume con loro atteggiamenti di ribellione e spesso si sente incompreso; dall’altra parte, anche i genitori vivono un vissuto di forte confusione rispetto ai cambiamenti del loro figlio/a, che non riconoscono più e il più delle volte viene visto come impenetrabile, ambiguo, sfidante, ma soprattutto … cambiato.

In questo periodo il ragazzo ha bisogno di contestare i valori genitoriali, di rivoluzionarli, e di sostituirli con altri più ideali. Di fronte a tutti questi cambiamenti, i genitori possono avvertire una specie di rifiuto e spesso si oppongono a questo sano e fisiologico bisogno di differenziazione del ragazzo; tale bisogno diventa problematico solo quando, nella relazione tra genitori e figli, ci sono aspetti di ostilità e chiusura così rigidi da impedire un sano scambio comunicativo.

Il compito dell’adolescenza è quello di svincolarsi dalle figure genitoriali cercando il proprio posto nel mondo e la propria identità, e questo solitamente può avvenire solo attuando un brusco distacco emotivo dalla famiglia di origine, che spesso viene investita da una rabbia incomprensibile.

Spesso, gli adolescenti rischiano di apparire agli occhi degli adulti come dei bambini troppo cresciuti, che non sanno autoregolarsi e che non conoscono il senso del limite. La loro esuberanza e sfrontatezza è vista come maleducazione e questo può causare una ulteriore distanza dell’adulto, che comprende sempre meno i loro pensieri e le loro paure. La cultura e il linguaggio adolescenziale è senza filtri e spesso è in antitesi con le culture dominanti, che proprio per questo motivo diventano oggetto di sfida. Basti pensare alle continue provocazioni che gli adolescenti dirigono al sistema scolastico, ai docenti, alla legge e spesso arrivano a mettersi nei guai o a compieri gesti azzardati e imprudenti come nei casi di vandalismo, o di bullismo.

Internet, i social network e la Tv, diventano modelli sociali sempre più importanti; questa è la fase in cui l’adolescente trova stimolante ed entusiasmante appartenere ad un “gruppo”, nel quale potersi riconoscere ed identificare; nel gruppo si trovano delle cose in comune, a volte addirittura ideali molto profondi e questa adesione è molto rassicurante per l’adolescente, perchè lo fa sentire meno diverso, meno sbagliato.

Un problema molto diffuso tra i giovani adolescenti è la depressione. Le cause scatenanti possono essere eventi dolorosi come un lutto, una delusione amorosa, la separazione dei genitori, problemi con la scuola o con il gruppo di pari. Angoscia, noia e mancanza di voglia di fare possono diventare lo stato emotivo predominante e minacciano la sfera affettiva, relazionale o scolastico-lavorativa del ragazzo.

Quando gli adolescenti si trovano a vivere periodi di crisi, i genitori, i familiari e gli insegnati diventano una risorsa fondamentale per la comprensione del problema, e dovranno essere sempre attenti ai possibili segnali di malessere che i ragazzi inviano, come un improvviso calo del rendimento scolastico, un periodo di maggiore nervosismo o uno stile alimentare insolito.

E’ bene aggiungere, che durante l’adolescenza i genitori si troveranno a dover modificare alcune premesse familiari, che sebbene durante l’infanzia hanno funzionato in modo soddisfacente, in adolescenza, sarà opportuno mettere in discussione, tenendo sempre a mente la grande ambivalenza che mostra ogni adolescente,che da una parte è desideroso e reclama autonomia e dall’altra è ancora tanto bisognoso di cure e apprensioni, a volte  più che in passato.